Ich bin eine Berlinerin

La mia storia di viaggiatrice è cominciata nel lontano settembre del 1992 quando, con la maturità  in tasca, decisi di prendermi un anno sabbatico e fare la au-pair girl in Germania. La meta prescelta fu Berlino.Non erano tempi di low cost e tra me e la città, che sarebbe stata la mia casa per 3 anni, c’erano 36 ore di treno.Un viaggio interminabile in solitaria tra montagne e boschi con una conoscenza scolastica di inglese e zero tedesco e tutte quelle parole,allora del tutto sconosciute, ripetute continuamente durante il viaggio:Fahrkarte,bitte!,nächster Bahnhof. Inutile raccontarvi gli stupidi pensieri di una 19enne senza cellulare in viaggio da sola per la prima volta e a pochi anni dalla caduta del muro.Posso solo dire che quei 3 anni a Berlino sono stati una svolta per me e hanno portato alla nascita della persona che sono oggi.Devo tutto a Berlino. Ich bin eine Berlinerin

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Inseguendo i fuochi della volpe nei cieli della Lapponia Finlandese.

I finlandesi usano la parola revontulet,fuochi della volpe, per indicare quell’imprevedibile e suggestivo fenomeno che è l’aurora boreale.Secondo la leggenda,una delle tante a dir la verità,l’aurora è creata da una volpe magica che corre lungo la tundra e,colpendo i cumuli di neve con la coda, crea scie luminose in cielo.

Il migliore periodo per assistere a questa spettacolare danza nel cielo è tra fine settembre e fine marzo,tuttavia non è affatto scontato riuscire a vederla.Certamente una cosa possiamo fare prima di organizzare il nostro viaggio:evitare i giorni di luna piena in cui,a causa della luminosità,non riusciremmo a godere di un’esperienza intensa..Abbiamo trascorso 6  giorni in Lapponia a febbraio,dividendoci tra Rovaniemi e Inari, nell’estremo nord,eppure non sono stati sufficienti per godere appieno di questo spettacolo.Siamo stati penalizzati dalle continue nevicate che non ci hanno regalato un cielo sufficientemente sereno.Tuttavia ci sono utilissime app per monitorare l’attività dell’aurora boreale in tempo reale e così alla fine,allontanandoci parecchio da Rovaniemi, siamo riusciti a goderci almeno per una sera lo spettacolo.

Una fitta coltre di neve ci ha accolti al nostro arrivo catapultandoci in un’atmosfera natalizia pur essendo ormai febbraio,ma non c’è da stupirsi visto che Rovaniemi è considerata la casa di Babbo Natale. Non ci ha particolarmente colpita per la bellezza o,perlomeno,non ha il fascino di certe città norvegesi,ma dalla sua ha una natura maestosa e selvaggia,incontaminata.Ed è quello che amo più di ogni altra cosa.Indubbiamente Rovaniemi è una località in cui dedicarsi ad attività invernali o per immergersi nella natura. Si spazia da un giro nel bosco con i cani da slitta o con le renne al safari con la motoslitta, alle escursioni nei dintorni.Nella scelta dell’offerta sicuramente è di aiuto il portale http://www.visitrovaniemi.fi/see-do/activities/ che permette di conoscere le varie attività e le agenzie a cui rivolgersi.Sono indicati prezzi,giorni e orari. Spesso gli hotel offrono la possibilità di prenotare le attività,ma in alta stagione, tra dicembre e febbraio, si rischia di non trovare posto, specialmente per l’escursione con i cani da slitta. Ne sappiamo qualcosa perché davvero abbiamo rischiato di non riuscire a farla. Ed eravamo lì proprio per quello. Avevo già fatto esperienza come musher a Tromso,ma quella con https://www.safartica.com/ è stata davvero eccezionale. Abbiamo scelto  Thrill of Speed: 2 ore di escursione,circa 15 km,con una muta di cani attraverso il bosco.Spazi aperti innevati che facevano capolino tra il fitto bosco,rami di alberi,brevi tunnel,discese.Adrenalina pura. L’esperienza è costosa (circa 130 € a persona) ma ne vale davvero la pena. Eravamo così elettrizzati che abbiamo voluto ripetere nei giorni seguenti l’esperienza anche ad Inari, con risultati tuttavia deludenti.

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Non potevamo ovviamente non andare al Santa Claus Village.In fondo conservo ancora dentro di me l’animo di una bimba elettrizzata per l’arrivo del Natale. Siamo arrivati al villaggio con un autobus:il paesaggio che incontriamo sul tragitto è idilliaco. Neve e boschi interminabili. Non potremmo desiderare di più. Il villaggio in sè non ha nulla di spettacolare. Ci sono tanti negozietti in cui fare acquisti, l’ufficio postale di Babbo Natale, slitte trainate dalle renne. Credo che ciò che ci emoziona di più è la quantità abissale di neve che tra l’altro cade ancora ininterrottamente. Arriviamo dinnanzi a Babbo Natale e rimaniamo un po’ delusi:è una macchina per fare soldi. Innanzitutto è assolutamente vietato fare foto col cellulare,persino da lontano,poi non facciamo in tempo a sederci e a dire Hi che già momento di lasciare il posto ad altri altri. Una foto costa 30 €..ne facciamo a meno..bambini nell’animo sì, ma fino ad un certo punto. Ci fermiamo per mangiare qualcosa al Santa’s Salmon Place, forse il posto più economico per placare la fame e riscaldarsi all’interno del villaggio. Si tratta di una tenda sami assai spartana con pochi posti a sedere dove mangiare grilled salmon.

Salutiamo Rovaniemi e con un autobus della Eskelisen Lapin Linkat ci dirigiamo ad Inari,nell’estremo nord.Il viaggio dura 5 ore circa con una piccola sosta in una stazione di servizio dove ci fiondiamo su cioccolata calda e un dolcetto di quelli fritti e zuccherosi.Il paesaggio fino a Inari è un’enorme distesa di neve e boschi,sembra quasi monotono,ma chi li ha visti mai così tanti alberi innevati?

Inari è un minuscolo agglomerato di casette attraversate da uno stradone a ridosso di un grande lago. Alloggiamo all’Hotel Inari che si trova sulla sponda del lago Inari. A febbraio è completamente ghiacciato e per la prima volta nella mia vita, con un po’ di timore, passeggio su un lago ghiacciato. Dopo la paura iniziale ci addentriamo sul lago insieme ad altri turisti.La cosa divertente è che al centro del lago troviamo cartelli con le indicazioni delle direzioni per le motoslitte. E’ sera e siamo più o meno tutti col naso all’insù sperando di vedere l’aurora danzare davanti a noi. Adagiate sul lago ci sono delle casette mobili spostate da una motoslitta. Scopriamo che si tratta di mobile cabins con tetto trasparente che al modico prezzo di 300 € a notte ti permettono di dormire sul lago e di godere da una posizione eccezionale dell’aurora boreale.

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La scelta di Inari come località,ancor più che Rovaniemi,deve essere dettata da amore per la natura e perchè no,anche per un po’ di solitudine.Al di fuori delle attività quali escursione con i cani da slitta o con la motoslitta o una ciaspolata o una lunghissima camminata tra boschi innevati e fiumi ghiacciati non offre alcuna forma di svago. E’ quello che però piace a noi. Anzi,sebbene  Inari ci lasci a bocca asciutta di aurora (ahimè nei nostri 3 giorni lì non ci riuscirà di vederla danzare sulle nostre teste a causa del cielo coperto)  riusciamo a godere di un’esperienza unica nella natura. Ad Inari ci sono poche agenzie che organizzano attività,ne scegliamo una a conduzione familiare RideNorth per riprovare l’esperienza con i cani da slitta, ma la troviamo deludente. Si tratta di un giro su una pista ghiacciata circolare. Ci dicono che questa è la proposta per i principianti e che fare un tragitto nel bosco è  pericoloso. Visto che veniamo da altre esperienze in cui le agenzie hanno proposto giri decisamente più impegnativi ad absolute beginners come noi,o le prime sono state irresponsabili o si tratta di una scusa. La muta di cani comunque è bellissima e io trovo qui il mio zanna bianca ideale.

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Leggiamo di Ukko, un isolotto roccioso sacro ai Sami, luogo di culto pagano da secoli, al centro del lago Inari e così decidiamo di arrivarci con la moto slitta. Seguiamo il percorso per salire in cima ma è tutto innevato e ghiacciato, anche un po’ pericoloso, ma alla fine arriviamo su e possiamo godere del panorama tutto intorno.

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Il nostro ultimo giorno ad Inari ha inizio con una visita al  Museo Siida sulla cultura,le tradizioni e la vita dei Sami (un terzo della popolazione del comune di Inari è Sami) ci inoltriamo nella natura circostante. Siamo solo noi e camminiamo in almeno un metro di neve. La luce del sole filtra attraverso i rami. E’ davvero uno spettacolo rigenerante per lo spirito.

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Troviamo diverse impronte di animali nella neve e non sono di renna..chissà cosa è passato di lì nella notte. Ritorniamo dei bambini in mezzo alla neve. Scivoliamo a mo’ di slittino lungo una scalinata ghiacciata e ci lanciamo palle di neve.Siamo solo noi ed è tutto così bello. Seguiamo il corso di un torrente che fa capolino tra il ghiaccio e la neve. Nell’immenso silenzio ci fermiamo ad ascoltare il rumore dell’acqua.

Se avete bisogno di cercare un po’ di pace mentale e serenità questo è il posto che fa per voi. Ci rimettiamo in cammino per l’hotel prima che tramonti il sole. Al nostro ritorno,infreddoliti, ricorriamo ad una delle usanze così tipicamente finlandesi:la sauna. Non sono un’amante della sauna ma qui ad Inari mi ci vuole.

Diciamo addio ad Inari per trascorrere gli ultimi scampoli del nostro viaggio ad Helsinki,da cui eravamo passati frettolosamente nel viaggio di andata. Helsinki non ha sicuramente il fascino delle capitali del nord ma è una città assai vivace e stupisce per il suo amore per il design nonchè per la sua cucina moderna.Ad Helsinki abbiamo gustato piatti davvero ricercati. Poi,che dire,noi amiamo i porti e quello di Helsinki, avvolto dal freddo e dalla neve ci affascina. Visitiamo l’antico mercato con all’interno tanti negozi in legno dove poter trovare cibo locale e tanto tanto pesce, in primo luogo salmone e trote. Ci sono ristoranti carinissimi e in uno di questi ci sediamo per gustare una buonissima e tipica zuppa di salmone,patate e aneto.

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Con Helsinki salutiamo la Finlandia ripromettendoci di tornare in estate per visitare la regione dei laghi. Abbiamo trovato qui una natura maestosa e incontaminata,è stato un viaggio rigenerante e a tratti anche spirituale. Non chiedevamo di meglio.

Cracovia,fascino e atmosfera di una città mitteleuropea

Una Cracovia ricoperta di soffice neve ci ha accolto con la sua bellezza di antica città mitteleuropea in questi primi giorni di dicembre.Ne avevo sempre sentito parlare come tra le più belle città polacche e devo dire che la sua fama è più che meritata.Il tempo di lasciare le valige in hotel e in sole 4 fermate di tram ci siamo trovati nella splendida Rynek  Głowny,la più antica piazza medievale europea dove si percepiva,nonostante la neve e il freddo sotto zero,una calda atmosfera natalizia con le sue bancarelle di manufatti in legno e i chioschi di cibo ad ogni angolo.Io e la mia metà amiamo il cibo e in quel mercatino di Natale ci siamo sentiti come bimbi in un negozio di caramelle.E il freddo gelido ci ha “costretti” a riscaldarci con zuppe (mamma mia,che varietà!),kiełbasa (le salsicce polacche) e pierogi (ahhh,sono diventati una droga per noi).Probabilmente avremo messo un paio di kg in questi 4 giorni a Cracovia!IMG_8155.jpg

Cracovia ci ha colpito subito per la sua vitalità.La piazza Rynek Głowny è un brulicare di turisti e giovani polacchi allegri che si riscaldano con grzaniec,il vin brulè.E’ tutto un vociare allegro tra canzoni natalizie e fiocchi di neve.C’è un freddo pungente ma siamo felici e questo ci basta.Al ritorno ancora (ma per poco) in modalità senso dell’orientamento di un pinguino all’equatore decidiamo di prendere un taxi.In Polonia,come avremo modo di scoprire nei restanti 4 giorni,è tutto davvero economico,taxi inclusi.

Il giorno dopo sveglia presto.La nostra meta è il KL di Auschwitz-Birkenau.Non ve ne parlerò perché credo che le impressioni nel visitare un luogo come un campo di concentramento siano personali e intime.Solo qualche suggerimento su come arrivare e sull’organizzazione del memoriale.Ci sono diverse compagnie di bus che portano a Cracovia ma la nostra scelta è caduta su Lajkonikbus che ha proprio la fermata davanti al campo.Cercate di arrivare in largo anticipo rispetto all’orario di ingresso prenotato in quanto i controlli col metal detector sono lunghissimi, soprattutto negli orari centrali della mattinata.Avevamo la visita guidata in Italiano alle 11.45 e nonostante fossimo arrivati alle 10.40 e ci fossimo messi in fila subito siamo riusciti ad entrare alle 12 col nostro tour già bello e partito.Le impressioni sulla visita guidata in italiano non sono state molto buone.Ci si sente come una mandria di pecore trascinata velocemente da una parte all’altra. Noi avevamo comunque in programma di visitare il campo anche il giorno dopo senza guida e ci siamo adeguati.Il  giorno seguente,come immaginavamo,è stata un’esperienza completamente diversa.PS non attardatevi a salire sul bus o rischierete di fare tutti i 75 km in piedi.

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Al ritorno da Auschwitz ci dirigiamo di nuovo verso la Rynek Głowny per visitare il  mercato dei tessuti,Sukiennice,considerato il più antico centro commerciale della Polonia,che oggi ospita tra i suoi scranni di legno piccoli negozietti con manufatti di legno e ambra. L’edificio con le sue volte a botta è decorato con gli stemmi e i sigilli delle città polacche.

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Il nostro ultimo giorno abbiamo in programma una visita alla fabbrica di Schindler che per nostra fortuna è a 10 minuti a piedi dall’albergo.Riconosciamo subito l’ingresso visto nel film.Non aspettatevi di visitare una fabbrica.L’edificio è stato trasformato in un museo che racconta la vita di Cracovia e dei suoi abitanti dal 1939 al 1945 sotto l’occupazione tedesca,passando anche attraverso Oskar Schindler.Una scelta ardita trasformare la fabbrica ma la mostra è convincente.D’altra parte la storia di Cracovia è fortemente legata ai terribili anni dell’occupazione e delle deportazioni.

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Dalla Fabbrica ci incamminiamo verso il ghetto ebraico,Kazimierz, poco distante, al di là del ponte sulla Vistola. Qui l’atmosfera cambia completamente. Gli eleganti palazzi lasciano il posto ad edifici usurati dal tempo e ci imbattiamo anche in un mercatino delle pulci con le immancabili pellicce.Ci perdiamo tra le stradine, ogni tanto fa capolino qualche scritta in ebraico.Botteghe,negozi di antiquariato e diversi localini regalano al quartiere un aspetto bohemienne. Visitiamo velocemente la Stara Synagoga, la vecchia sinagoga. Si tratta della sinagoga più antica di Cracovia nonché di tutta la Polonia, purtroppo è stata distrutta durante la II guerra mondiale e poi ricostruita perdendo nel suo interno tutto il fascino.

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Dal quartiere di Kaziemierz ci incamminiamo verso il castello,ci muoviamo senza seguire una mappa,lasciandoci affascinare dal percorso davanti a noi.Il castello di Wawel si erge sulla collina davanti a noi,ci sorprende quasi nella sua immensità. Al suo interno sono conservati i gioielli della corona e ci sono esposizioni di arazzi.

Alle falde del castello si trova la Grotta del Drago a cui è legata una leggenda cara ai polacchi:quella di un drago insaziabile la cui fame veniva placata con offerte di bestiame o vergini.

Lasciato il castello ci dirigiamo verso Stare Miasto,la città vecchia, dove, attraversata l’Ulica Floriańska davanti a noi si erge  St. Florian’s Gate,la porta di San Floriano,ciò che rimane dell’antico complesso di cinta murarie.

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Superata la Porta, appare in tutta la sua intatta bellezza il Barbican, una fortificazione difensiva di forma cilindrica e di stile gotico sovrastata da sette torrette.

Qui a Cracovia abbiamo lasciato un pezzo di cuore,inaspettatamente.

Dove alloggiare: Aparthotel Lwowska 1

Hotel nuovo e moderno.Camere spaziose e pulite.Ricca colazione.A sole 4 fermate di tram dalla città vecchia.

Dove mangiare (si consiglia di prenotare):

Restauracja Stodola, in ul. Florianska 47
Restauracja Wesele: in ul. Rynek Glowny 10

Dove farsi coccolare:

Krakowska Manufaktura Czekolady, in Szewska 7
Una piccola cioccolateria dove servono cioccolata fusa..memorabile

 

 

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